CNR Comunicato 25 marzo 2026 Deliberate le stabilizzazioni e misure per garantire la continuità dei contratti TD
A seguito dell’incontro informativo svoltosi lunedì pomeriggio con l’Amministrazione centrale, alla presenza del Presidente, del Direttore Generale e del Direttore Centrale delle Risorse Umane, riportiamo di seguito alcuni rilevanti aggiornamenti relativi alle misure di stabilizzazione e alle nuove disposizioni riguardanti il personale a tempo determinato, approvate dal Consiglio di Amministrazione nella seduta di ieri, 24 marzo.
Stabilizzazioni deliberate: 185 assunzioni a tempo indeterminato
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato 185 stabilizzazioni, numero determinato dall’effettivo stanziamento a regime previsto dalla Legge di Bilancio 2025 (10,5 milioni di euro).
L’Amministrazione ha informato che:
- i criteri di selezione si sono basati sull’anzianità complessiva di servizio TD, calcolata fino ai giorni; non è stata specificata l’anzianità minima utile che contraddistingue l’ultimo dei candidati rientrati nella graduatoria utile.
- la procedura ha richiesto un approfondimento aggiuntivo per la verifica dei titoli e dei contratti all’estero, cosa che ha comportato un allungamento dei tempi;
- il numero di stabilizzazioni è limitato dal vincolo finanziario normativo, non ampliabile.
- per le 185 stabilizzazioni è stato adottato il criterio del “costo effettivo di presa di servizio” in luogo del costo medio indicato dal decreto 218, evidenziando così un’integrazione di risorse proprie finalizzata all’ampliamento di circa venti unità della platea degli assunti rispetto al limite finanziario dei 10,5 milioni
Tra i 185 aventi diritto che saranno stabilizzati, 123 sono attualmente in servizio a tempo determinato, mentre 62 non lo sono. I 123 colleghi con contratto in scadenza verranno assunti immediatamente, garantendo la continuità contrattuale a partire dal 25 marzo, in coerenza con le scadenze dei rispettivi contratti per non interferire con la rendicontazione dei progetti. I restanti 62 colleghi saranno assunti il 1° maggio 2026. Il personale con contratti a termine in scadenza non immediata sarà comunque assunto in continuità e non oltre il 1° dicembre 2026.
L’elenco del personale stabilizzato dovrebbe essere pubblicato nell’immediato e non avverranno comunicazioni individuali agli esclusi.
Aventi diritto: 691 unità di personale
È stato comunicato che sono pervenute 854 domande e che le unità di personale in possesso dei requisiti previsti dalla norma sono 691. Di queste, 506 non rientrano nella stabilizzazione per insufficienza delle risorse dedicate. Tra questi 506 candidati che non saranno stabilizzati in questa fase, 328 hanno un contratto a tempo determinato in essere: 300 con scadenza entro il 2026 e 28 con scadenza nel 2027.
L’Amministrazione ha chiarito che non è possibile ampliare il numero di stabilizzazioni “comma 1” per due motivi:
- il tetto di spesa è vincolato dalla legge;
- un incremento arbitrario violerebbe il principio di parità di trattamento, esponendo l’Ente a contenziosi.
Misura straordinaria: proroga dei contratti TD fino al 31 gennaio 2027
Per evitare interruzioni dei rapporti di lavoro, una criticità particolarmente rilevante nei progetti PNRR, il CNR ha comunicato una misura straordinaria: tutti i contratti a tempo determinato in scadenza nei prossimi mesi saranno prorogati fino al 31 gennaio 2027, mediante l’utilizzo delle risorse specificamente stanziate dall’art. 1 della Legge di Bilancio 2025 per le stabilizzazioni, e rimaste non impiegate nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026 a seguito del ritardo nell’avvio delle procedure di stabilizzazione.
Secondo i dati presentati in riunione, il provvedimento interesserà circa 300 persone, con scadenze concentrate tra marzo e aprile 2026 a causa del ciclo dei progetti PNRR.
Le proroghe saranno attivate su richiesta degli Istituti, con una riunione operativa dedicata ai Direttori già programmata dall’Amministrazione.
Contratti già coperti oltre il 1° gennaio 2027: gestione specifica
Circa una ventina di contratti TD risultano già finanziati da progetti con scadenza oltre il 1° gennaio 2027.
Per evitare inutili proroghe e preservare risorse, il CNR ha stabilito che questi colleghi saranno assunti a tempo indeterminato il 1° dicembre 2026, senza passare per la proroga al 31 gennaio 2027.
Assegni di ricerca
Gli assegni di ricerca saranno prorogati fino al 31 gennaio 2027, compatibilmente con le regole di rendicontazione dei progetti.
L’Amministrazione ha chiarito che l’operazione coinvolge un numero limitato di posizioni e che non risultano scadenze immediate non gestibili.
Percorsi di reclutamento previsti nei prossimi mesi
L’ Amministrazione ha annunciato che, terminata questa fase, si apriranno i tavoli sindacali dedicati a:
- 20, comma 2 (ulteriori stabilizzazioni tramite capacità assunzionali ordinarie);
- comma 310, che permette l’attivazione di nuovi contratti TD in deroga ai limiti generali per attività di ricerca finanziate da fondi esterni;
- nuove procedure concorsuali a tempo indeterminato già previste dal Piano Triennale di Fabbisogno.
Si tratta di canali aggiuntivi che potranno contribuire a ridurre il divario tra aventi diritto e stabilizzati.
La FGU‑DR-ANPRI ha espresso il proprio apprezzamento per il significativo impegno dell’Amministrazione nell’aver cercato e praticato tutte le soluzioni tecnicamente possibili per garantire continuità lavorativa al personale coinvolto. La misura straordinaria che consente la proroga dei contratti TD fino al 31 gennaio 2027, così come la gestione anticipata delle posizioni con scadenze oltre il 2027, rappresentano interventi concreti e tempestivi che riconosciamo e valutiamo positivamente.
Tuttavia, questa operazione, pur importante e necessaria, non può risolvere da sola la portata strutturale del problema.
Il CNR è l’Ente di ricerca italiano con il più alto numero di progettualità competitive e con il maggior carico di attività derivanti dal PNRR, ma opera ancora con un fondo di finanziamento ordinario (FOE) tra i più bassi d’Europa rispetto alle sue dimensioni, insufficiente a sostenere un fabbisogno stabile e coerente con la missione dell’Ente.
Tale sotto‑finanziamento determina:
- difficoltà nel consolidare personale che ha anni di esperienza;
- impossibilità di stabilizzare tutti gli aventi diritto;
- una dipendenza eccessiva da risorse temporanee, che genera precarietà strutturale;
- una cronica sotto‑valorizzazione del personale di ruolo, che soffre l’assenza di un adeguato riconoscimento economico e di carriera.
Per questo motivo, la FGU‑DR-ANPRI ritiene indispensabile che, accanto agli interventi emergenziali, si apra urgentemente un dialogo istituzionale stabile e strutturato con il Ministero, finalizzato ad ottenere:
1. un incremento significativo e stabile del finanziamento ordinario alla ricerca pubblica, in linea con gli standard europei e proporzionato, in particolare, alla dimensione e ai compiti del CNR;
2. una riforma normativa che consenta di superare definitivamente la precarietà, evitando cicli ricorrenti di contratti a tempo determinato che durano molti anni e richiedono continuamente interventi straordinari;
3. una piena valorizzazione del personale ricercatore e tecnologo di ruolo, attraverso percorsi di carriera chiari, risorse adeguate e riconoscimento formale della professionalità acquisita.
Solo attraverso un quadro stabile di finanziamento e riforme strutturali sarà possibile garantire al CNR una prospettiva di crescita coerente con il ruolo che ricopre nel sistema nazionale e internazionale della ricerca.
La FGU‑DR-ANPRI continuerà a sostenere il personale in tutte le sedi istituzionali e a sollecitare un intervento politico che metta la ricerca pubblica, e chi la fa ogni giorno, nelle condizioni di lavorare con continuità, dignità e prospettiva.
Laura Fantozzi
Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

